Addio a Roberto Franceschet, per quarant’anni anima e guida del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave

Il volontariato dell’Alta Marca perde uno dei suoi protagonisti più autorevoli. Si è spento nella notte di martedì 4 agosto 2026, all’ospedale di Conegliano, Roberto Franceschet, presidente in carica del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave.

Era stato ricoverato sabato scorso in seguito a complicazioni legate alla pressione sanguigna, aggravate dalle patologie con cui conviveva da alcuni anni.

Lascia la moglie Luisa, i figli Franco e Alberto, gli adorati nipoti e una comunità intera che oggi piange un uomo capace di dedicare la propria vita al territorio, alle sue tradizioni e al volontariato.

Con Roberto Franceschet se ne va molto più di un presidente. Se ne va una figura che, per quasi quarant’anni, ha saputo immaginare, costruire e mettere in relazione persone, associazioni e istituzioni, quando ancora l’espressione “fare rete” non era entrata nel linguaggio comune. Per lui non era uno slogan, ma un modo naturale di vivere il volontariato.

Tra i soci fondatori del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, nato nel 1986, ne ha assunto la presidenza nel 1989, incarico che ha ricoperto senza interruzioni fino a oggi. Prima ancora aveva già profuso il proprio impegno nella Pro Loco di Pieve di Soligo, della quale fu presidente, contribuendo a rilanciare la storica Sagra dello Spiedo Gigante e introducendo quello che sarebbe diventato uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione: il Tiro alla Fune tra Contà e Trevisan, ancora oggi simbolo di partecipazione e appartenenza.

Ma è all’interno del Consorzio che la sua capacità progettuale ha trovato la massima espressione.

Negli anni il Consorzio è diventato un autentico laboratorio di idee, spesso anticipatrici dei tempi.

Pubblicazioni, guide turistiche, cartine tematiche, strumenti di promozione del territorio e un costante supporto organizzativo e burocratico alle Pro Loco hanno permesso alla rete di crescere fino a riunire 22 Pro Loco in rappresentanza di dodici Comuni del Quartier del Piave e della Vallata di Valmareno.

La sua visione contribuì, oltre trent’anni fa, insieme alla Comunità Montana, a gettare il seme di quella che oggi è conosciuta come Primavera del Prosecco. L’idea di riunire in un unico calendario tutte le Mostre del Vino del territorio rappresentò una svolta per la promozione dell’Alta Marca Trevigiana, trasformando tante singole manifestazioni in un grande progetto condiviso.

Nel 2000, insieme alla Fondazione “Il Nostro Domani”, diede vita a una delle iniziative di solidarietà più significative della provincia di Treviso: Frutto di un Sostegno Sociale.

L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: distribuire, in oltre duecento piazze della provincia, cassette di mele biodinamiche chiedendo in cambio un’offerta destinata alla realizzazione e al sostegno delle comunità alloggio per persone con disabilità.

Un progetto che negli anni ha coinvolto oltre 160 associazioni, più di 800 volontari coordinati dalle Pro Loco e dalle realtà associative del territorio, raccogliendo nelle prime venticinque edizioni la straordinaria cifra di 2.145.111,80 euro.

Per questo straordinario esempio di solidarietà, nel 2024 Roberto Franceschet aveva ricevuto il Premio Giuseppe Toniolo nella sezione “Azione & Testimoni”.

Anche in quell’occasione diede una lezione di stile. Scelse infatti di condividere il riconoscimento con Maria Elena Filippi, instancabile colonna portante dell’iniziativa, e con Udino Buso, storico promotore di Frutto di un Sostegno Sociale, perché, come ha sempre sostenuto, nessun progetto nasce e cresce grazie a una sola persona.

La sua mente, curiosa e sempre proiettata verso il futuro, aveva intuito con largo anticipo anche le potenzialità della comunicazione.

Prima diede vita al mensile Eventi Venetando, poi al portale omonimo, una piattaforma digitale capace di raccogliere e promuovere in un unico spazio tutta la vita sociale, culturale e ricreativa dei dodici Comuni del Quartier del Piave e della Vallata.

Nel tempo Eventi Venetando è diventato il principale punto di riferimento per la promozione degli eventi dell’Alta Marca Trevigiana.

Tra tutte le iniziative, però, ce n’è una alla quale era particolarmente legato: il Panevin del Quartier del Piave.

Dal 1992, grazie al coordinamento del Consorzio, ogni 5 gennaio oltre quaranta Panevin si accendono contemporaneamente al suono prolungato dell’Ave Maria. Ogni anno il fuoco viene benedetto in una località diversa e da lì parte, attraverso le tradizionali staffette, per raggiungere tutti gli altri falò del territorio.

Un rito collettivo che Roberto Franceschet ha saputo custodire e rinnovare, promuovendo un modello rispettoso dell’ambiente, senza materiali inquinanti, petardi o fuochi d’artificio, valorizzando invece il canto popolare, la convivialità e la tradizionale pinza.

Sarebbe impossibile racchiudere in poche righe tutte le iniziative che hanno portato la sua firma o che hanno preso forma grazie alla sua capacità di mettere insieme persone, idee e competenze.

Molte sono ormai entrate nella quotidianità del territorio al punto da sembrare sempre esistite. In realtà, dietro a ognuna di esse c’era spesso la sua intuizione, la sua determinazione e la sua instancabile capacità organizzativa.

Roberto Franceschet è stato un visionario nel senso più concreto del termine. Ha immaginato il futuro del volontariato quando ancora nessuno parlava di governance e marketing territoriale o di reti associative.

Lui costruiva relazioni, metteva attorno allo stesso tavolo realtà diverse, faceva dialogare persone con obiettivi comuni.

Per quarant’anni ha dedicato al territorio tempo, energie e passione, senza conoscere orari, festività o fine settimana, senza mai chiedere nulla in cambio. Lo ha fatto esclusivamente per amore della sua terra e delle persone che la vivono.

Ecco come lo ricordano Giovanni Follador e l’UNPLI Treviso tutta:

“Fin dal 1984, il Comitato provinciale UNPLI di Treviso e il Consorzio Pro Loco del Quartier del Piave hanno camminato fianco a fianco, condividendo idee, iniziative e progetti sempre rivolti al futuro.

Per Roberto venivano prima di tutto le Pro Loco: difenderle, seguirle, accompagnarle e consigliarle era la sua missione. Se ne prendeva cura come un buon padre di famiglia, perché le considerava davvero la sua grande famiglia. Un sentimento che non riservava soltanto alle associazioni del suo Consorzio, ma estendeva alle Pro Loco trevigiane, venete e di tutta Italia.

Di Roberto ho sempre ammirato la tenacia: quando credeva in un progetto, doveva arrivare fino in fondo e difficilmente si fermava davanti agli ostacoli. Accanto alla sua determinazione c’era un cuore profondamente sensibile, sempre attento a chi attraversava un momento di difficoltà.

Amava stare con le persone e incontrarle anche con i piedi sotto la tavola, perché per lui la convivialità era un modo autentico per condividere amicizia, ascoltare, confrontarsi e far nascere nuove idee. Gli piaceva essere circondato da tanta gente, nella semplicità dello stare insieme.

Con Roberto perdiamo un amico, un uomo generoso e un grande punto di riferimento per tutto il mondo delle Pro Loco. Il suo esempio e la sua instancabile voglia di costruire continueranno ad accompagnarci.”

Oggi il mondo delle Pro Loco, l’UNPLI, il vastissimo universo dell’associazionismo e l’intera comunità dell’Alta Marca perdono un punto di riferimento difficilmente sostituibile.

Le opere che lascia continueranno a vivere. Ma soprattutto continuerà a vivere il metodo che ha insegnato a generazioni di volontari: credere nelle persone, unire le forze e costruire insieme. Perché è così che Roberto Franceschet ha trasformato un’idea in una comunità.